I Paesi Europei che hanno il Miglior Regime Fiscale per le Criptovalute

4 Giugno 2021

In un primo momento molte amministrazioni fiscali sono state colte di sprovvista dall’avvento delle criptovalute. Solo in un secondo momento hanno reagito ferocemente introducendo normative e regolamenti per tentare disperatamente di fare cassa, ancora una volta.

In genere, le normative concernenti la tassazione delle crypto prevedono imposte “robuste” sulle plusvalenze. Per esempio, negli Stati Uniti l’aliquota sulle plusvalenze da crypto può toccare il 37%.

Ma mentre alcuni paesi hanno scelto di tassare pesantemente le criptovalute, altri hanno colto i benefici dell’essere “paradisi fiscali” ed escluso le criptovalute dal pagamento di imposte.

In questo articolo diamo uno sguardo a cinque paesi in Europa dalla parte del contribuente: Germania, Portogallo, Malta, Svizzera e Olanda.

Germania

In Germania chi detiene bitcoin o criptovalute in generale per almeno un anno, è esente dal pagamento di tasse sulle plusvalenze derivate dalla vendita dei propri tokens. Unica clausola obbligatoria, deve trattarsi di privati cittadini. Inoltre sono tax-free i gains ottenuti su qualunque asset se d’importo inferiore ai 600 euro.

Chiunque voglia sfruttare questo regime fiscale di favore deve ottenere la residenza fiscale in Germania. Per i cittadini europei non è richiesto un permesso di residenza o un visto per spostarsi in Germania. Mentre i cittadini provenienti da alcuni paesi come Canada e Stati Uniti posso facilmente fare richiesta di permesso di soggiorno. La residenza fiscale si ottiene al termine in un periodo di residenza di almeno 6 mesi.

Grazie anche alla trasparenza delle policy tributarie in materia di criptovalute, Berlino è diventata un hub mondiale di attività blockchain. Vi si concentrano oltre 200 società attive nella blockchain e il governo tedesco intende attirarne ancora di più.

Portogallo

In Portogallo le transazioni di criptovalute non sono soggette a imposte sulle plusvalenze e tantomeno a IVA. Qui le criptovalute sono infatti considerate come valuta corrente sulla quale il Portogallo non impone pressione fiscale di nessun tipo.

Facciamo molta attenzione però. Affinché la plusvalenza da crypto sia esente da tassazione è necessaria che la stessa sia riconducibile ad un’attività occasionale e non professionale. Altrimenti la tassazione può raggiungere percentuali importanti.

La residenza fiscale portoghese si ottiene al termine di un soggiorno minimo di 183 giorni. I cittadini non europei possono ottenerla previa richiesta e ottenimento di visto.

I cittadini provenienti da paesi non europei possono richiedere una Golden Visa. Contattaci per saperne di più. Tra gli altri interessanti incentivi fiscali c’è il cosiddetto piano NHR.

Il Portogallo intende diventare un paese bandiera delle criptovalute. Nel 2020 il Governo ha diramato il Digital Transitional Action Plan che prevede la creazione di Free Zone Tecnologiche (Technological Free Zones [ZLT]). Lo ZLT offrirà assistenza di vario tipo agli imprenditori della blockchain che sceglieranno di stabilirsi nel paese.

Malta

Malta non tassa gli investimenti a lungo termine in criptovalute. Mentre quelli a breve termine (per esempio il day trading) potrebbero essere assoggettati a imposta sul reddito.

Mentre i cittadini europei possono trasferirsi sull’isola in ogni momento, quelli extracomunitari devono fare richiesta per il Maltese Global Residence Program (GRP).

Malta è stato uno dei primi paesi a regolamentare le attività commerciali e gli investimenti in e con criptovaluta ed è comunemente descritta come un’isola blockchain.

Il fisco maltese supervisiona le attività di società blockchain autorizzate riducendo, così, le chance di attività illegali come le ormai famigerate frodi ICO (Initial Coin Offering). Questo garantisce alti livelli di affidabilità per le società blockchain ivi costituite.

A determinate condizioni è possibile investire in cripto tramite veicoli societari.

Svizzera

In Svizzera gli investitori e i trader di criptovalute le cui transazioni non sono considerate attività professionali sono esenti dal versamento di imposte sulle plusvalenze. Questo però non vale per il reddito realizzato con il crypto mining, e il professional trading che invece sono assoggettati a tassazione.

La residenza fiscale è concessa a persone che trascorrono un periodo di almeno 30 giorni cercando lavoro in Svizzera, o 90 giorni senza cercare lavoro.

Si sa che la Svizzera è il crypto hub europeo. Il cantone di Zug ospita la Crypto Valley, una comunità blockchain in forte crescita modellata sull’esempio della Silicon Valley. La Fondazione Ethereum è un’altra importante organizzazione con sede nel paese che supporta la criptovaluta Ethereum e tecnologie associate. Pensate che addirittura l’autorità pubblica svizzera usa la blockchain.

Fate molta attenzione però perché ottenere il permesso di soggiorno in Svizzera è molto complicato e mai banale!

Olanda

Devi sapere che in Olanda il reddito imponibile può rientrare in tre diverse categorie, semplificando all’inverosimile: il reddito generato da attività professionali (box 1), quello da capital gain (box 2), e quello prodotto da risparmi e investimenti (box 3).

Quella che deci sapere è che, ancora una volta, se il reddito derivante dalle tue attività da cripto è considerato “professionale” allora finisce nel box 1 ed è tassato considerevolmente.

Se invece, è sostenibile che i proventi da cripto sono dovuti ad investimenti non speculativi o non professionali, allora è possibile tassarli nel box 3.

Per il 2020 gli asset nel box 3 fino a 30.846 € sono esentasse, mentre quelli che superano questo tetto sono assoggettati alle seguenti aliquote:

Total asset valueAliquota media applicata al total asset value
EUR 0 a EUR 72,7971,789%
EUR 72,798 a EUR 1,005,5724,185%
EUR 1,005,573 e oltre5,28%

Queste aliquote sono relativamente basse rispetto a quelle in vigore in altri paesi (per esempio gli U.S.A., dove raggiungono il 37%). Quindi possiamo considerare l’Olanda un paese crypto-friendly dal punto di vista fiscale.

L’ottenimento della residenza fiscale prevede che si valutino una serie di parametri, tra cui

  1. avere domicilio permanente in Olanda,
  2. svolgere incarichi di lavoro in Olanda
  3. avere famiglia domiciliata nel paese,
  4. essere registrati presso le autorità locali,
  5. possedere asset nel paese e
  6. avere intenzione di restare in Olanda per un lungo periodo di tempo.

Il governo olandese ha adottato diverse misure per incentivare la creazione di società blockchain sul territorio nazionale. Per esempio è cofondatore della Dutch Blockchain Coalition a cui è stato chiesto di svolgere ricerche per un nuovo quadro di governance del blockchain.

Ovviamente si può sempre optare per un paese a bassa pressione fiscale, cioè dove le tasse sul reddito, che sia realizzato o meno con le criptovalute, sono molto basse. Penso a posti come Emirati Arabi, Bulgaria, Ungheria, Panama, Costa Rica.

Le opzioni sono tante ma – c’è sempre un ma – facciamo attenzione alle banche che non sono quasi mai cryptofriendly … con possibilità molto limitate per eventuali cash out!

Chi lavora con le criptovalute può eliminare o ridurre considerevolmente il proprio carico fiscale trasferendosi in una giurisdizione migliore.

La scelta del paese giusto dipenderà da un’analisi attenta della propria situazione personale e delle leggi fiscali vigenti nelle diverse giurisdizioni.

Come sai bene ogni caso è diverso da un altro, ma è possibile ragionare su soluzioni e vantaggi alternativi di volta in volta con altissime probabilità di successo. Le possibilità sono tante ma è necessario passare per il consiglio esperti di un professionista, se poi quel professionista con le crypto ci lavora tutti i giorni in diverse giurisdizioni del mondo, beh quale migliore garanzia di questa 🙂

Se ti ho stuzzicato l’appetito questo è il link per prenotare una consulenza con il sottoscritto, ti aspetto:

Wish you all the very best

Luca Taglialatela

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